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Un viaggio in treno per riscoprire sensazioni sopite e per visitare e apprezzare le bellezze di Firenze. Ad organizzare una gita di tre giorni in una delle più suggestive città d’arte è stato il Nucleo Operativo Territoriale di Melfi – Dipartimento Salute Mentale.
Con questa iniziativa gli operatori del Not hanno voluto fornire stimoli e creare occasioni finalizzate a favorire il processo di riabilitazione degli utenti del Dipartimento di Salute Mentale. La gita , infatti, è un’attività ricreativa altamente risocializzante, che dà il sapore della cittadinanza e restituisce un livello di dignità a coloro che a causa del proprio malessere sono stati depauperati dei propri diritti e per i quali è necessario sviluppare un senso di appartenenza al proprio tessuto sociale . L’attività ha coinvolto n. 9 utenti del N.O.T. di Melfi ed è stata realizzata con il supporto di n. 3 operatori che hanno sostenuto e arricchito la gita di molteplici contenuti, quali il comfort alberghiero, le visite ai monumenti e ai musei, le passegate per le vie e le piazze ella città.
“Riteniamo che la qualità della vita di un contesto sociale può migliorare se le relazioni fra le persone danno vita a legami fiduciari e identitari e se vi è la possibilità per gli utenti di sentirsi parte e in relazione con gli altri- . - sottolineano gli operatori del Not, Andrea Barra, medico,e Giuseppina Mollica, Assistente Sociale-Queste iniziative significative e ricche di imput sono quelle che elevano l’animo sino allo stupore più grande quale quello provato dinanzi alle Bellezze ammirate: Palazzo Pitti, Palazzo degli Uffizi, Giardini di Boboli, Piazza della Signoria, Piazza della Repubblica, Galleria dell’Accademia, Loggia del Cinghiale, Ponte vecchio, Piazza Duomo. Lavorare in tale direzione- concludono Barra e Mollica- significa inevitabilmente distillare
elementi di qualità delle varie pratiche che ci inducono ad intraprendere attività sempre più articolate e complesse che a conseguimento avvenuto non solo si rivelano edificanti ma soprattutto fortificanti, tali da diventare valide risorse e favorire la vera inclusione sociale”.
(a cura di G.Orlando)
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