Oculistica, il "cross linking" contro il cheratocono


Risolto il proprio problema, ha avvertito l’esigenza di comunicare agli  altri cosa fare  per  curare la  patologia da cui era affetto. E, così, ha contattato gli organi di stampa per informare l’opinione pubblica sulle condizioni di salute antecedenti e successive all’intervento oculistico. “Ho vinto la guerra contro la cecità e sento il dovere civico e morale di condividere la mia storia con chi potrebbe avere lo stesso mio problema”. Così si rivolge alla pubblica opinione B.C., proveniente da un grosso centro pugliese, dopo essersi sottoposto a un intervento presso l’ospedale di Venosa per rimuovere la patologia del cheratocono. “Si tratta di una malattia degenerativa e non infiammatoria della cornea, caratterizzata da un progressivo assottigliamento della cornea stessa- spiega Domenico Lacerenza, Direttore del Dipartimento Interaziendale  regionale di oculistica, allocato presso l’ ospedale  di Venosa- Il cheratocono provoca un peggioramento progressivo della funzione visiva  e determina una sbavatura o una distorsione delle immagini, soprattutto la notte, con alone delle luci”. Una patologia  che ha, quindi, effetti devastanti nella vita di relazione del cittadino, che rischia di perdere i punti di riferimento. E, così, B.C., ha deciso di fare ricorso alle prestazioni del Centro di patologia corneale della Unità Operativa di Oculistica dell’ ospedale di Venosa, che, utilizzando tecnologie specifiche e di ultima generazione ( come  tomografia,  pentacam, aberrometria) è in grado di fare diagnosi precoce e di trattare il cheratocono. Queste prestazioni si inseriscono all’interno di attività altamente qualificate realizzate  dall’U.O. di oculistica, che in un anno fa registrare oltre 2000 interventi chirurgici che riguardano: cataratta, glaucoma, strabismo, patologie retiniche, vie lacrimali, correzioni dei difetti della  vista, trapianto  di cornea “Il cheratocono  rappresenta una delle patologie più insidiose, che oggi può essere  debellata grazie a una tecnica operatoria innovativa chiamata “Cross Linking”-spiega Domenico Lacerenza- Viene utilizzata una sostanza innocua, come la vitamina B2 e la luce ultravioletta, che determinano  una stabilizzazione della cornea e il conseguente arresto del suo deterioramento e la guarigione”. Da sottolineare che questa metodica, applicabile  a pazienti di età compresa fra 12 e 40 anni, non ha complicanze e consente di avere  recuperi funzionali rapidissimi e risolutivi.

 

 

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